Il Calafrika è musica, arte, cultura, per la valorizzazione del territorio.
Un festival per riflettere sulla Calabria come terra di emigrazione e d’ immigrazione, per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi quali i Diritti umani e lo status di rifugiato politico.
Ricominciare da Rosarno. Badolato: un modello alternativo di accoglienza.
· I fatti di Rosarno - raccontati da Franco Papitto, direttore de Il Lametino
· Osservatorio migranti . Qual è la situazione attuale - Giuseppe Pugliese
· Gerardo Mannello, Ex sindaco di Badolato, progetto di accoglienza a Badolato
· Dr.ssa Daniela Trapasso - La posizione del Cir in seguito ai fatti di Rosarno e il progetto di accoglienza e integrazione realizzato a Badolato
Loredana Ciliberto, Università della Calabria Presentazione del Libro "Spazio Wenders" a cura di Roberto De Gaetano, Bruno Roberti e Emilio Arnone (Edizioni Librare - San Giovanni in Fiore - CS)
Alla presenza dei curatori
Intervengono
Tonino Perna (Università di Messina), Gianni Iaquinta (Librare), Salvatore De Siena (Parto delle Nuvole Pesanti)
Mostra fotografica "Spazio Wender" di Emilio Arnone.
ORE 18.30
Spettacolo Itinerante:
Ibra Fall People - Info
L'IBRA FALL PEOPLE nasce a Parma da una scuola di ritmi africani su iniziativa del maestro senegalese Lamine Djoulà. Numerose esperienze nell'ambito della mediazione multiculturale in scuole, feste multietniche, in teatri, fanno del gruppo uno dei primi ad essere attivi nel percorso dell'interculturalismo nel territorio.
Il gruppo è impegnato nella ricerca e nella divulgazione delle sonorità africane in via d'estinzione, ovvero "Le Sette Note Africane": nascita, circoncisione, lotta, matrimonio, lavoro della terra, messaggio del Re, morte, i sette eventi che determinano tutta la cultura musicale africana. A tal proposito è stato appena inciso il primo lavoro del gruppo intitolato "ACROMIE", in vendita nei punti equosolidali di "Altromercato".
Componenti: Ilaria Di Leva (voce), Ottavio Casolaro (Thiong), Diego Sechi (Djembè), Giuseppe Annibali (Djembè), Andrea Pompele ( Djembè). Gli Ibra fall people eseguiranno canti tradizionale del senegal, rigorosamente in wolof.
* Vincitori del Premio Etnico alla Festa Multiculturale di Collecchio del 2004
* Vincitori del premio "Intercultura" alla manifestazione "Chi canta e chi balla sono io" che si è tenuto per sua prima edizione a Boretto (RE) dall'11 al 15 marzo 2009.
Giocoleria: spettacolo itinerante per le vie del paese con il Piccolo Mago Manuel
BabYnuel - Info
Sergi manuel in arte “babYnuel” nasce l’11 luglio 1997 a Casarano, paesino del basso salento .
Muove i suoi primi passi artistici nel Centro sociale U-kefir di Casarano dedicandosi alla giocoleria ed alla magia. Nel centro sociale viene a contatto con artisti che gli insegnano alcune arti circensi come il diablo, le clave e le palline. Col passare degli anni si dedica all’arte della magia, apprendendo trucchi magici che sbalordiscono il pubblico. Oltre che nel centro sociale il baby artista ha arricchito il suo percorso facendo da spalla ad un artista più esperto per la realizzazione di un progetto rivolto a bambini; si è esibito in numerose feste nei paesi del Salento e le sue performances sono state ammirate a Casarano alla festa “mamma portami in piazza voglio giocare”, a Copertino in un progetto per bambini dai 6 ai 10 anni dal nome “il giro del mondo in 35 giorni” e presso numerose feste scolastiche nel sud salento.
Attualmente il baby mago autodidatta accresce il suo bagaglio artistico dedicandosi all’apprendimento di altri strumenti come: cerchi , piatti cinesi , Lightstick e bolas.
ORE 21.30
Spettacolo teatrale
Camurria e facci 'I minchia di Luca Privitera e Paolo Pizii - Info
Dopo aver girato tutto il sud d'Italia - Tatone Mastro Cagnara e Piripicchio di
Cartavuturu, influenzati dal sogno del “fare fortuna”, decidono di lasciare casa, pecore e formaggio per partire verso l'America. Dopo molti giorni di tormentato viaggio,approdano serenamente a Nuova York.
Sciroccati dall'immensità del paesaggio e dalla diversità dei suoi abitanti, il loro senso
di conquista si fa sempre più incontrollabile. Impareranno presto a conoscere la civiltà
delle illusioni con il sorriso sulle labbra, da disgraziati, da mistificatori, da supereroi. Stranieri in terra di stranieri, eccessivi in terra di eccessivi, caotici in terra di caotici. I
due sono la rappresentazione di se stessi in un intruglio contemporaneo schizzo frenetico di: ketchup, sparatorie, grandi abbuffate, memorie, picnic, mostarde,Hollywood, parenti, corse in macchina, patatine fritte, incontri di box, cosa nostra, whurstel e libertà.
Il gruppo dei ‘Foly du Burkina ‘ si è costituito nel 2001 avviando una ricerca e rielaborazione di antichi ritmi Dell’ Africa subsahariana, fondendo l’esperienza motoria e rappresentativa dei ballerini all’incessante ritmo saggiamente dosato di quattro percussionisti di grande esperienza. Strumenti ,costumi e maschere sebbene diffuse anche in altre regioni dell’Africa Occidentale , sono originari del Burkina Faso. Le funzioni e l’utilizzo delle maschere in africa occidentale sono molteplici. Esse hanno una funzione ‘protettiva’ difendono cioè da un pericolo fisico o contro forze
psichiche o di origine soprannaturale. L’ispirazione dell ‘artista africano e da ricercarsi nella sua sentita tradizione spirituale. E' un' esperienza spontanea e corale nella quale cosmologia antropologia e liturgia si intrecciano, nel contesto della quale si esprimono contemporaneamente visione del mondo, ruolo dell’uomo e del suo linguaggio, espressione incontaminata del disegno divino. Vedremo esibizioni di diverse danze: la danza dodo, ispirata dal gioco degli animali della boscaglia, viene rappresentata durante il mese sacro del Ramadam in molti paesi dell’Africa occidentale. Le maschere rappresentano gli animali della boscaglia :il cane, leone,la mucca, la pantera ,lo scorpione la giraffa l’ elefante la scimmia ed altri. I ballerini danzano con movimenti che imitano gli animali daloro rappresentati , esaltando la simbiosi esistente tra l’uomo e gli esseri della natura.Waraba E’ una danza funeraria dove i partecipanti si cimentano in una esibizione di potere spirituale. Si utilizzano strumenti molto particolari : il bendre (grande zucca tagliata e ricoperta di pelle); il lung; il gongongo (strumento di legno suonato con due bastoni per dare il ritmo
al passo dei ballerini); il kiema (strumenti di ferro simili alle nacchere). Manjani danza dell’etnia mandingue danzato durante i matrimoni é una gioiosa esibizione del corpo in movimento e della sua sensualità.
tarant attack nasce nel 2002 dalla fusione di andra selecta(gia appasionato e collezionista di dischi dal 1996),cheval sound machine(sugar mino and cheval operativi anche loro da anni) e foggy foggy dj(anche lui appassionato di reggae music e che in seguito esce dal tarant attack gestendo serate raggae nel tarantino),il sound ha come scopo principale la diffusione di reggae vibes e messaggi positivi per la massive.tarant attack cerca sempre nelle danz di proporre selezioni accurate per far divertire la massive,ecco perche la ricerca dei 45giri e la realizzazione dei dubplate e molto accurata!tante sono state le collaborazioni ed i progetti realizzati da solo o con i vari sound e singers della penisola es.sisma sound,roots inna mix,high grade sound,kianka town,cicciomann.gildomann,reggae meridional crew,boomdabash,fido guido,zakkalicious,mama marijas,paya e tanti altri sound big up!!!e dell'isola(jamaica)freddiemcgregor ,dally ranks,chino,chuck fender...da più di 2 anni il tarant attack propone una trasmissione radio,babylon by bass, in onda ogni giovedi sulle frequenze di radio popolare salento(popolare network) dalle ore 22.30 alle 23.30 sui 107.3.trasmissione ascoltabile anche nelle zone di lecce e provincia 95.100 ed in rete sul sito www.radiopopolaresalento.it
La crew nasce nel 2005 dopo le esperienze di Miss B-Ranks, Queen Mana e Miki, si uniscono per dare vita ad un progetto di sound reggae interamente al femminile. Si sono incontrate nel 2001, durante le varie serate reggae della capitale. Amanti di questa musica, cominciano a frequentarsi anche al di fuori delle dancehall e iniziano a collezionare vinili, divertendosi a fare qualche selection tra di loro. Chi da principio dà fiducia a questo progeto è Radio Onda Rossa che da voce all'interno del martedì femminista e stimola ad organizzare tre edizioni del "Canta che te passa", serata a microfoni aperti che dà spazio ai cantanti italiani emergenti e non, e che ha visto la partecipazione fra altri Lion D, Lu Marra, Mighty Cez e dei già veteran Ginko, Rufino e Bonifax, President Arpi ed il Baracca Sound, riunito al completo per l'occasione. In seguito a tale esperienza Gal Dem Crew comincia a concretizzare il proprio progetto di una crew femminile che promuova anche eventi con artisti internazionali ed iniazi con General Levy, Daddy Freddy e YT. Nel frattempo la voce della crew reggae femminile di Roma si diffonde in tutta la penisola e anche fuori dall'Italia. Diversi sound le invitano a suonare nelle rispettive città: MIlano, Matera, Cosenza, Bari, Taranto e per loro grande gioa sbarcano anche in Sicilia per parteciapre al Sikula Reggae Fest 2008 e in Sardegna per Sardinia Festival 2009. Il resto della storia è ancora da scrivere...
BomboGyal è un semplice modo di dire nato tra amiche da una scherzosa assonanza con "bomboclat" che pian piano, come se avesse vita propria ha assunto un significato ben diverso. Lo spirito BomboGyal è un modo di essere donna, di vivere libere dalle costrizioni che tristemente opprimono il genere femminile. E' un modo di sentirsi donne a testa alta, senza permettere a nessuno, uomini e non, di metterci i piedi in testa o di mancarci di rispetto. Lo spirito BomboGyal è un modo di esprimere se stesse e la propria femminilità nei più svariati modi ma sempre liberamente, piene di orgoglio e senza paura, senza stare mai zitte. Il tutto spolverato da colonna sonora reggae che c'appassiona e ci unisce ancora di più!!! Infatti proprio la musica è stata la via più diretta e più consona al nostro essere per portare in giro questo messaggio di rispetto verso le donne, e nasce così il BomboGyal SoundSystem: Sista Desy e SistAnnina ai microfoni e Mam'Anza alla selezione! BomboGyal è anche un modo di stare tra donne, traendo forza le une dalle altre, amandosi come in una famiglia. Da qui BomboGyal Family!!! Ogni gyal che vive così per noi è una BomboGyal e merita tutto il nostro (e non solo nostro) rispetto!!! Ed ogni BomboGyal è una regina!!! Our Family, One Blood Sistaaaaaaa!!! Feel The BomboGyal Spirit!!!
After dancehall “RootzCamping” reggae/hiphop (pineta)
DOMENICA 08 AGOSTO 2010
ore 9:00
Apertura punto Avis
ore 17:00
II° CONVEGNO
"Storie di vite Calafrikane" - Info
· Soungoutouba Cissokho, mediatore linguistico e culturale, Presidente della Federazione Associazioni di Immigrati
· Geneviève Makaping, giornalista, scrittrice, docente dell'Università della Calabria
· Enza Papa, Ass. Culturale "La Kasbah", Cosenza
Responsabile progetto Rifugiati Cosenza
ore 19:00
Presentazione del volume:
La Calabria strappata. L’emigrazione transoceanica dal sogno americano all’incubo di Monongah di Vincenzo Gentile (Edizioni Librare - San Giovanni in Fiore - CS) - Info
Alla presenza dell’autore Intervengono:
Franco Casalinuovo, Loredana Ciliberto, Domenico Dastoli, Gianni Iaquinta (Librare)
Maestro indiscusso del Tamani, dal quale estrae con una naturalezza sbalorditiva tutte le note con un solo gesto, Baba Sissoko suona anche lo ngoni, il kamalengoni, la chitarra, il balaphon, la calebasse, il sildrum e… canta!
Originario di una grande dinastia di griots del Mali, il cui ruolo nella tradizione è quello di riconciliare i cuori e gli animi, è stato il primo ad introdurre il suono del tamani nella musica moderna maliana.
La sua capacità di suonare una vasta gamma di strumenti e l’estrema sensibilità nei confronti di altre forme di espressione musicali, non necessariamente legate al mondo africano, lo portano a collaborare con delle vere stars come Youssou N'Dour, Salif Keita, Toumani Diabaté, Rokia Traore, Cachaito Lopez, Miguel Anga Diaz, Ibrahim Ferrer et Buena Vista Social Club, Famoudou Don Moye et l’Art Ensemble of Chicago, Dee Dee Bridgewater, Mamady Keita, Omar Sosa, Aka Moon e tanti altri.
Baba Sissoko vive oggi in Italia. Il suo stile è molto particolare: alle melodie e ai ritmi propri della sua tradizione musicale come quelli Bambara, Peul, Mandighi e Sonrai, integra le sonorità occidentali come il jazz e il blues creando un mélange musicale di un effetto straordinario.
Tutto questo è il risultato delle sue numerose collaborazioni con artisti appartenenti a contesti culturali e musicali completamente diversi dal suo.
E’ di fondamentale importanza anche l’influenza che l’Amadran esercita nelle sue composizioni.
L'Amandran è una struttura musicale ripetitiva e ipnotica propria del Mali. Secondo alcuni storici e ricercatori, l’Amadran, “trasportato al di là dell’oceano in seguito alla tragica e forzata emigrazione degli schiavi dall’Africa, ha dato vita al blues, con il quale in effetti ha più di un’assonanza in comune. Il tutto offre un meraviglioso prodotto musicale dal gusto esotico e occidentale allo stesso tempo.
Ricardo Phillips a.k.a.' ASK' è un cantante/produttore italo-caraibico che nasce come artista per le strade di Amsterdam, dove ha vissuto un'incredibile esperienza incrociando artisti provenienti da ogni parte del mondo e da dove ha avuto inizio il progetto 'Amsterdam Street Knowledge'. Ha collaborato con un incredibile numero di artisti, produttori ed etichette discografiche, toccando progetti che vanno dalla black music all'elettronica. La sua versatilità in campo artistico gli ha permesso di aprire, presentare e far parte dell'organizzazione del ciclo di eventi di HipHop3000, che ha portato sui palchi del Link e dell'Estragon di Bologna alcuni tra gli artisti di culto del hip hop sia statunitense che italiano, ed inoltre a ideare e condurre il programma radiofonico "Black Hour Zone", incentrato sulla black music dagli anni '50 ad oggi.
La Villa Ada Posse è una crew di artisti romani che da oltre quindici anni contribuisce significativamente alla storia della scena musicale reggae e raggamuffin italiana.Nasce nel 1992 prendendo il nome dall’omonimo parco di Roma, in cui i suoi membri erano soliti incontrarsi e dove gli spazi di verde offrivano ossigeno, ispirazione e spunti di riflessione sulla realtà della vita metropolitana. Era il periodo di massima espansione delle posse (Sud Sound System, One Love e Onda Rossa Posse), nonché dell’attivismo dei centri sociali di tutta Italia. Il primo concerto fu nel febbraio 1993 al C.S.A. Brancaleone e dello stesso anno il primo demotape. L’attività musicale della crew andò avanti negli anni concentrandosi maggiormente sui live piuttosto che sulle produzioni, che, essendo autoproduzioni, richiedevano un impegno particolare per un collettivo che condivideva la passione per la musica, non a livello professionale. Particolarmente e parallelamente attivo fu il Villada Sound System, l’impianto audio autocostruito che fece da amplificatore dei messaggi contenuti nelle canzoni della crew e dello stile della “dancehall” proveniente dalla Giamaica: microfono, piatti, casse e tanta gente che zompa e balla con fischietti e accendini. Innumerevoli le dancehall nelle piazze e nelle campagne romane, sulle scogliere salentine, in giro per locali e centri sociali di tutta Italia
After Dancehall: RootzCamping” reggae/hiphop (pineta)
DURANTE LA DUE GIORNI DEL CALAFRIKA
Expò Areas:
saranno allestite diverse zone dedicate a fotografi e pittori.
Ivana Russo: We will never forget this- Rosarno ,10 gennaio 2010
installazione video fotografica
Subito dopo gli scontri di Rosarno, immediatamente dopo lo sgombero, ho realizzato un reportage fotografico nell’area della Piana di Gioia Tauro, comprendente la zona dello Spartimento nell’ex oleificio dove erano alloggiati gli immigrati africani, e nella Rognetta, primo insediamento storico dei migranti, nel momento in cui era stata ordinata ed eseguita la demolizione dello stesso. Foto, che costituiscono memoria e testimonianza di una delle piaghe sociali e politiche più rilevanti della Calabria e dell’Italia: il problema della Mafia e dell’Immigrazione.
I luoghi erano già stati evacuati, e mentre eravamo li incominciando a prendere contatto con gli spazi, prendevamo coscienza di ciò che era avvenuto. Le foto testimoniano e lasciano immaginare la fuga attraverso oggetti lasciati per terra, attraverso gli indumenti e suppellettili, e testimoniano anche le condizioni in cui vivevano. Nonostante fossero già andati via, la loro presenza si palesava in modo ancora più incisiva, poichè il loro mondo , la loro casa era rimasta li.
L’installazione presentata è formata da 30 fotografie , relative alla zona dello Spartimento e della Rognetta , attraverso le quali si può ricostruire un mondo, una struttura senza tetto, dove all’interno case-stanze in lamiera , e abitazioni ricoperte con buste di plastica occupavano la superfice della costruzione , ormai uno scheletro. L’importanza di questo luogo consiste nel fatto che non esiste più, abbiamo assistito alla demolizione del posto ordinato il giorno dopo l’evacuazione.
La particolarità di queste foto consiste nel fatto che sono luoghi a parlare, pur raccontando storie di uomini e di scontri. Ripensandoci a posteriori , il fatto che ho documentato il subito dopo, innanzitutto, mi ha permesso di avere uno sguardo più lucido e dei tempi di riflessione maggiori rispetto a quello a cui stavo assistendo, che ritengo non avrei potuto fare durante gli scontri. in tal senso i luoghi acquistano una valenza diversa , mi hanno permesso man mano di ricostruire un mondo, pieno di segni e di simboli, portatore di due culture differenti , quella africana e quella calabrese –rosarnese, lasciando spazio anche all’immaginazione, sia mia che di chi osserverà le foto. Da un punto di vista “artistico” , alcune foto in particolare appartengono a quello strano fenomeno per cui dei luoghi degradati, scevri da una visione sociologica, acquistano una dimensione estetica “di bello” per luce, colori conservandone la loro potenza drammatica. Simulacri nel senso di luoghi che non esistono più, specturm, nella accezione propria della fotografia, mantenendo un legame con la spettacolarizzazione (alcune foto ritraggono scenari che sembrano set teatrali o cinematografici naturali, dove non vi è nulla di precostituito, ma esistono in se) e aggiungendovi quella cosa spaventosa che vi è in ogni fotografia : il ritorno del morto, citando R. Barthes, che in questo caso lo incarna pienamente.
In tal senso le foto ricostruiscono , una storia , la memoria, portando chi lo osserverà ad assistere con uno sbalzo temporale in maniera fisica ad un luogo che non esiste più.
We will never forget this è l’ultima frase scritta su un muro dai migranti africani prima di andare via,che serve anche a noi , per non dimenticare.
Nicola Pileggi: mostra fotografica "Maghreb" - RACCONTI DI VIAGGIO LUOGHI E PERSONE
Nasce a Lamezia Terme il 5/5/1986 e trascorre la sua infanzia a Maida, un piccolo paesino in Calabria.
Finiti gli studi superiori si sposta a Bologna e poi a Modena dove attualmente studia e risiede.
Il suo amore per la fotografia nasce durante gli anni universitari, dapprima verso il fotoritocco per poi spostarsi, con l'acquisto della prima reflex digitale, verso la fotografia classica.
L'essenza della sua fotografia non è quella di scoprire e immortalare nuovi posti e/o persone ma di avere nuovi occhi con cui guardare tutto cio' e fissare queste sensazioni, questi attimi di vita vissuta in un qualcosa di concreto.
Trova cosi' nella fotografia la sua prospettiva di vita e anche un'enorme stimolo per viaggiare e fotografare realtà molto diverse dalla sua.
Mostra fotografica a cura di Gregorio Paone " Marocco e Tunisia, 6 giorni e 1300 kilometri".
Gregorio Paone è un fotografo originario di Maida, che attualmente vive a Bologna. Sin da piccolo, attratto dalla fotografia e dalle arti visive in genere, scopre nella fotomanipolazione una vera e grande passione.
Solo nell'ultimo anno si avvicina alla fotografia classica, riconoscendo in essa un ottimo strumento di comunicazione.
Il suo interesse principale diventa quindi il catturare semplici momenti di vita reale, soprattutto di culture differenti e lontane, riuscendo a comunicare la sottile somiglianza con il resto del mondo.
Ed e' proprio la convinzione dell'universalita' di alcuni attegiamenti e gesti umani, come il sorriso di un bambino, o il volto stanco di un uomo nella sua pausa da lavoro, ad averlo portato in viaggio con la sua fotocamera, prima in Tunisia e poi in Marocco.
Il messaggio che vuole dare attraverso le sue foto è che: le vite umane, nella loro essenza, hanno tutte lo stesso colore e partendo da quest'ottica i confini tra le persone non hanno motivo di esistere.
Claudia Weber :mostra fotografica "Marocco" - Info
Cresce a Roma tra bambole e macchine fotografiche, si avvicina più seriamente alla fotografia durante la sua esperienza Erasmus in Spagna nel 2005, dove cattura attimi di vita quotidiana e matura una sensibilità artistica.
Autodidatta, nel marzo del 2009, per perfezionare la sua tecnica decide di seguire un corso di reportage presso l’Associazione Culturale “La Corte dei Miracoli” di Siena al termine del quale espone ad un vernissage sul problema del precariato nel mondo del lavoro.
Dopo Siena è la volta di Firenze dove espande i suoi orizzonti fotografici nel mondo della moda e del ritratto presso “SM Photo Arts/Youcrea!”, scuola di fotografia e agenzia di foto pubblicitaria.
Claudia ed un gruppo di amici fondano, poi, “Civico48”, un progetto indipendente orientato alla fotografia creativa da studio.
Nel novembre 2009 arriva terza al concorso “Scatti Divini” organizzato dall’Associazione Culturale “Libera…mente” di Canosa di Puglia con degli scatti su “Donna-Divina”.
Le foto presentate al Calafrika Music Festival ’10 risalgono ad un’esperienza “coast to coast” in Marocco nella primavera del 2006. Attraverso queste foto potrete avventurarvi tra i colori e i sapori del Marocco, tra città e deserti, tra volti e paesaggi…
Michele Flocco - Info Nasce a Cicala (CZ) il 24 marzo 1962, completa gli studi liceali e si iscrive in architettura a Firenze nel 1980, nell'82 si trasferisce all'Università Mediterranea di Reggio Calabria ma si ritira dagli studi universitari.
Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro dove consegue il diploma di Scenografo. E’ insegnante di educazione artistica. Dipinge da sempre nel suo stile astratto, polimaterico tridimensionale. Ha scritto sedici raccolte di poesie, due raccolte di racconti brevi, quattro racconti, soggetti e sceneggiature. Alcune sue poesie sono presenti nel volume “Poeti per gli anni novanta”, Book Editore, Bologna 1992 e nella rivista letteraria internazionale “Pagine” n° 14, agosto 2008, Roma.
La silloge di poesie “Cono d'ombra” si è classificata al secondo posto al Concorso di Poesia “Marcello e Rosalbino” a cura dell'Associazione Culturale Il Salterio di Castagna di Carlopoli (CZ). Una sua opera pittorica è inserita nel volume “Pittori e scultori del nostro tempo”, collana Antares, Ursini Editore, Catanzaro 1994. Si esprime anche attraverso il video, realizzando cortometraggi e documentari. La sua esigenza di esternare il suo mondo emozionale lo spinge alla continua ricerca di nuovi linguaggi e modelli espressivi.
Antonia Limardi - info
Il mio nome è Antonia Limardi, ho 30 anni e sono calabrese. Figlia della “Legge Biagi”, dopo anni di contratti co.co.co e con il rischio di essere una precaria a tempo indeterminato, l'anno scorso ho
pensato che fosse giunto il momento di dare una svolta alla mia vita... così, un giorno, ho mollato tutto e sono andata a vivere a Buenos Aires... ed è così che ho comprato un biglietto di solo andata per l'Argentina.. ed è così che è iniziata la mia avventura.
Laddove i Tanos (diminutivo di italianos, così chiamavano coloro che scendevano dalle navi e così continuano a chiamarci) giunsero a milioni nel secolo scorso, nel luogo che più ci assomiglia sulla
faccia della terra (grazie al contributo dei nostri connazionali), io, una Tana che vive qui da più di un anno, sento di essere una nuova emigrante.
LA PATRIA LEJANA (la patria lontana)
Tutti vivono nel ricordo della patria lontana e sognano di potervi tornare un giorno, anche se poi, avendo stabilito nuove radici, il ritorno resterà un pio desiderio. Sarà per la lontananza dalla propria terra, sarà il per contatto quotidiano con gente diversa dalla propria che, all'estero, l'attaccamento
alle proprie origini crea un campanilismo che in patria non esiste ormai più. E' per questo motivo che gli immigrati calabresi, si riuniscono tra di loro, formando associazioni che prendono il nome
del paesino di origine. Organizzano feste per incontrarsi, per dialogare, per raccontarsi, per pranzare insieme e ballare, ma, soprattutto, per sentirsi vivi e per tener accesa la fiaccola della nostalgia, che è comune a tutti coloro che vivono lontano dal proprio paese e dai propri cari
Luigi Bonadio - "African Children" - info
"Guardo il mondo in cui vivo e cerco di dire quello che sento attraverso le fotografie. Non mi interessa nulla dei commenti che se ne possono fare, non m'interessa nulla di sentir dire "bella questa!", non è questo lo scopo. Se riprendo un tramonto rosso fuoco sorge in me un sentimento di gratitudine e serenità verso l'equilibrio universale. l'importante è che l'immagine, quel rettangolo di tempo fermato in una frazione di secondo, possa farmi assaporare lo stesso sentimento ogni volta che la guardo, la osservo, la vivo.
Perchè fotografo? Forse perchè voglio cambiare il mondo. La fotografia è impegno, condivisione di sentimenti, riflessione. Ma è soprattutto denuncia. Ecco perchè fotografo."
Mario Nino Dastoli - "Jacurso in Acquerello" - Info
Mario Nino Dastoli 61 anni, Medico – Dermatologo.
Vive a Corigliano Calabro, lavora a Cosenza. Jacurso nel cuore. Catanzaro, Bologna, Urbino, la Sardegna. La passione per il disegno è riscoperta da grande in una occasione della vita non proprio piacevole; è come aprire gli occhi su un mondo che prima non esisteva.
Ritratto, paesaggio, studio dei classici, tempere , acquerelli, e ancora disegno e….
Jacurso nel cuore….
Emanuela Barbalaco - Speranza
L’integrazione delle donne immigrate si scontra con diversi ostacoli: non solo culturali e linguistici…..
Gli ostacoli piu difficili da superare sono quelli dell’identità di essere una donna in una realtà lontana dalla cultura d’origine: questo provoca problemi di depressione alcoolismo e malattie psicopatiche…
…….la donna con i suoi bambini è spesso abusata, offesa e sfruttata….
E porta il germe della speranza……
Un’esplosione di colori vivaci, caldi , rappresentanti la voglia di una vita dignitosa allegra cn meno sofferenza
Urban Art Zone - Writing, installazioni audio/video
YA - Informazioni sull'artista
Artista di Lamezia Terme. Nella sua fin ora breve carriera ha fatto parte di numerosi eventi collettivi e concorsi in tutta Italia. E' recente vincitore del Premio Arte Mondadori sezione scultura con l'opera "Measures of competences". Tra le più rilevanti pubblicazioni di Cugnetto menzioniamo quelle relative alla doppia partecipazione del Premio Arte Mondadori (2007 e 2008) e il catalogo Video Minuto 2008.
Artista molto attivo nell'ambito della street art. Anche lui cresciuto a Lamezia Terme ma attivo in tutta italia e all'estero. Di recente ha partecipato a adArt Kontakt nel sud dell’Albania "dipingendo i loro animali e bebè fantastici su muri e scuole della capitale"
Come i due precedenti artisti (insieme NS crew) cresce nell'ambito della street art e lavora sul territorio nazionale. Partecipa a molte collettive ultima delle quali Moti Urbani a Lamezia Terme dove realizza un istallazione nel centro urbano della città raffigurante il suo personaggio che più lo caratterizza, nella foto, Mr. Surprice.